Festival Infanzia negata

Restare, Vedersi, Non Scomparire

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Nel cuore della Contrada Giambascio, a San Giuseppe Jato, sorge il “Giardino della Memoria”: un luogo restituito alla collettività dopo essere stato scenario di una delle pagine più dolorose della storia mafiosa siciliana, quella del rapimento e dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo.
Quel casolare, un tempo simbolo di orrore e disumanità, è stato confiscato alla criminalità organizzata e trasformato in presidio educativo, civile e culturale. Un luogo dove la memoria non resta ferma nel dolore, ma diventa responsabilità condivisa, incontro, crescita.
Ed è proprio qui che, in occasione del 25 maggio – Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi – si è svolta la rassegna teatrale “L’INFANZIA NEGATA – Restare, Vedersi, Non Scomparire”, un progetto capace di unire scuole, istituzioni, associazioni e famiglie attorno a un messaggio semplice e potentissimo: nessuno deve scomparire nel silenzio, nell’indifferenza o nella paura.
Le voci degli studenti e delle studentesse, le emozioni dei laboratori teatrali, gli applausi, i sorrisi e persino il rumore gioioso della presenza hanno riempito un luogo segnato dalla morte di nuova umanità.
Siamo riusciti a creare una Rete.
Simbolicamente e concretamente.
L’ingresso nel luogo dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo ha provocato in tutti un brivido profondo, un gelo difficile da descrivere. Ma proprio quel gelo è stato lentamente attraversato dalla vita: dalle parole dei ragazzi e delle ragazze, dalla loro capacità di stare insieme, dalla forza del teatro come esperienza collettiva di ascolto, cura reciproca e trasformazione.
Come un germoglio verde dopo un incendio.
Il progetto ha coinvolto gli istituti scolastici del territorio in un percorso condiviso culminato nelle performance teatrali realizzate dagli studenti.
Hanno preso parte alla rete:
•⁠ ⁠l’Istituto Comprensivo “San Giuseppe Jato – San Cipirello”, scuola capofila del progetto;
•⁠ ⁠l’Istituto Comprensivo “Skanderbeg” di Piana degli Albanesi;
•⁠ ⁠l’Istituto Comprensivo “Margherita di Navarra” di Pioppo;
•⁠ ⁠l’Istituto Comprensivo “Cassarà – Guida” di Partinico.
Fondamentale è stato il lavoro laboratoriale che ha preceduto la rassegna: il teatro non come semplice spettacolo finale, ma come strumento educativo permanente, palestra delle emozioni e laboratorio di comunità.
Particolarmente intensa è stata l’esperienza dei “Bastoni Maieutici”, guidata dall’attore e pedagogo teatrale Totò Galati, ispirata alle pratiche di nonviolenza e maieutica reciproca di Danilo Dolci

 

L’INFANZIA NEGATA

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